Differenziazione e premialità

Il carcere, specchio della società, non è uguale per tutti e, come questa, è regolato da meccanismi di punizione, premialità e discrezionalità.
Lo Stato in risposta ai periodi “emergenziali” ha reagito negli anni ristrutturando la geografia peniteziaria, secondo varie gradazioni, istituendo circuiti e regimi dedicati a soggetti visti come nemici o non conformi all’imposta “normalità” (Circuiti di Alta Sicurezza, Sorveglianza Particolare, 41 Bis, sezioni per persone trans). Parallelamente, seppur in tempi più recenti, ha creato un’altra forma di detenzione differenziata, cossidetta amministrativa, per persone senza documenti: Centri di Permanenza per il Rimpatrio.
Si vuole analizzare, dunque, come le strutture detentive sono state organizzate da parte del potere per dividere, sotto l’egida della differenziazione, i prigionieri sulla base di “categorie”. E l’effetto pacificatore che questo comporta o può comportare.
Come reagirvi?

Domenica 15 marzo, dalle 10 alle 12.30